Il principio proporzionalizzante

Introduzione
In natura ogni materia vivente ha la sua forma, ovvero una certa
configurazione spaziale tridimensionale, e ogni configurazione
tridimensionale biologica ha, pur con possibili discostamenti, le sue
caratteristiche dimensionali e di proporzioni fra ciò che la costituisce.
In seguito ad alcune esperienze realizzate a partire dal 2023 insieme con
Gianfranco Brogi e Vittorio Vittori, ho potuto osservare che un’acqua di
decantazione, ottenuta dopo miscelazione con un terreno arcaico, lontano
dagli insediamenti umani e privo di inquinanti, può influenzare la
costruzione della forma regolandone dimensioni e proporzioni.
Mi è subito apparso come qualcosa di molto interessante, considerato che
la forma delle strutture biologiche è un presupposto imprescindibile per il
corretto funzionamento delle stesse e, più in generale, per la salute degli
organismi.
A oggi, però, non c’è l’idea che qualche sostanza presente nell’ambiente
possa regolare dimensioni e proporzioni della materia vivente; di
conseguenza non c’è nemmeno il termine per rappresentare una proprietà
di tal genere. È per questo motivo che ho coniato il neologismo
proporzionalizzante.
Non è la prima volta che utilizzo un termine nuovo; nel 1991, quando
pubblicai La cronodieta, anche quella era una parola nuova: l’avevo
adottata per sintetizzare la caratteristica principale della dieta che
proponevo, un regime alimentare nel quale per la prima volta si metteva in
risalto l’importanza di quando mangiare, oltre al quanto.
Ora, l’augurio che posso fare a proporzionalizzante è di ricalcare lo stesso
successo del termine cronodieta: significherebbe che si è creato interesse
intorno a una tematica della biologia che, al momento, non è
adeguatamente considerata.
È di prossima pubblicazione il volume Il principio proporzionalizzante,
che sarà disponibile anche su Amazon. A beneficio del visitatore ne riporto
qui di seguito e sul link 1 alcuni stralci.
Sul link 2, invece, il visitatore può osservare ciò che quasi invariabilmente
accade dopo una miscelazione acqua-terreno arcaico. Il 9 agosto 2023, per
la prima volta, Gianfranco Brogi ebbe modo di osservare un fenomeno del

tutto inatteso: dopo circa 3-4 minuti dall’aggiunta di acqua pari a quella
tolta, circa i 2/3 del contenuto del recipiente, la stessa iniziò a girare in
senso orario creando una forma a spirale. A quel primo evento ne sono
seguiti molti altri dello stesso tipo, e tutti si sono verificati a distanza di
qualche tempo (da pochi minuti a un’ora) dalla miscelazione.
Dal link 2 si accede al video della spirale più bella e armonica che Brogi
abbia osservato e filmato.
Altri video Link3.

Da Il principio proporzionalizzante:
… Dal DNA, che non è solo una sequenza lineare di basi ma si avvolge e
si compatta in strutture tridimensionali che regolano l’accessibilità ai geni
e quindi l’espressione genica, alle proteine e agli enzimi, la cui funzione
viene compromessa se la loro struttura cambia, alle membrane cellulari,
in cui la disposizione tridimensionale dei fosfolipidi e delle proteine di
membrana determina la comunicazione e il trasporto tra interno ed esterno
della cellula, ai tessuti, agli organi, ai sistemi, ogni funzione biologica è
infatti possibile solo grazie a una precisa architettura, sicché la forma
tridimensionale della materia può essere considerata il vero linguaggio
della vita. Un linguaggio di cui, ritengo, dovrà essere approfondita la
grammatica indirizzando la ricerca scientifica futura verso nuovi campi di
indagine…

… La forma che la materia vivente assume nello spazio non è casuale; al
contrario essa è il risultato di un processo finemente regolato che conduce,
quando si svolge correttamente, all’architettura tridimensionale che
permette la migliore efficienza biologica.
David Waldron Smithers, un grande medico del secolo scorso cui farò
ancora riferimento in questo testo, così scrive: “… Una cellula fecondata,
che porta con sé l’intera eredità di un nuovo individuo, può, per reazione
con il suo ambiente, formare un insieme di cellule, ognuna delle quali
porta con sé questa eredità unica, che si sviluppa per organizzazione in un
essere umano funzionante e senziente. Tutti noi abbiamo una costanza di
forma … che è il notevole risultato di questo processo. Questa
performance continua a rinnovarsi e a ripararsi per tutta la vita. …”

Smithers si riferisce agli esseri umani ma, a ben guardare, il
raggiungimento e il mantenimento di una certa forma sono, in natura,
fondamentali per ogni tipo di vita in ogni porzione di materia: per le foglie
di un albero come per un recettore cellulare, per un anticorpo, un ormone,
un arto, un apparato, un sistema.
Non solo: giacché dalla forma dipende la funzione delle strutture
biologiche e dalla funzione di queste dipende a sua volta la salute, ne
consegue che non può esserci salute senza una corretta forma
tridimensionale della materia.
Cos’è che determina l’architettura tridimensionale degli organismi viventi?
Il DNA è certamente necessario, visto che produce le proteine utilizzate
per la costruzione di tutte le strutture biologiche. Necessario sì, ma non
sufficiente: che si tratti di un organismo derivante da una cellula animale
fecondata o dal seme di una pianta, accade, infatti, che cellule con lo
stesso, identico DNA danno luogo, durante lo sviluppo, a tessuti, organi e
sistemi completamente diversi fra loro. Ciò significa che il DNA è sì la
fabbrica del materiale da costruzione, ma non è lui a decidere la forma che
l’edificio deve avere.
Cos’è, allora, che determina la forma?
È ormai noto che lo stesso genotipo, ovvero la medesima costituzione
genetica, lo stesso DNA, può esprimere fenotipi diversi (col termine
fenotipo si indica l’insieme delle caratteristiche di forma, funzione,
proprietà biochimiche e fisiologiche che caratterizzano le cellule e/o, più
in generale, gli organismi).
Il bruco e la farfalla, ad esempio, pur essendo genotipicamente identici
risultano diversissimi fra loro, come diverse risultano una cellula nervosa,
una epatica e una muscolare di uno stesso soggetto. A fare la differenza è
l’espressione genica, quel processo per cui alcuni geni di un certo DNA
vengono espressi, cioè attivati, e altri inibiti, e l’epigenetica è la scienza
che studia i meccanismi attraverso i quali intervengono variazioni del
fenotipo senza che vi siano variazioni del DNA, ovvero del genotipo.
È a questo livello, quindi, che bisogna indagare per cercare ciò che
determina la forma della materia.
Ora, sono molti i fattori che possono influenzare l’espressione genica; può
trattarsi di segnali interni alla cellula, o provenienti dal tessuto cui questa
appartiene, o da altri tessuti, o dalla matrice extracellulare. Dal momento,
però, che la vita di tutti gli organismi si forma in un dialogo costante con
l’ambiente esterno, vi sono anche altre molecole, non prodotte dagli
organismi ma presenti in natura, in grado di influenzare l’espressione
genica.
Fra queste ultime ritengo ci siano sostanze, essenziali per la salute, che
agiscono sulla forma della materia vivente regolandone dimensioni e
proporzioni. È quanto le esperienze riportate nel volume inducono a
pensare.
Utilizzando un’acqua ottenuta per decantazione dopo miscelazione della
stessa con un terreno lontano da insediamenti umani e privo di inquinanti,
si sono infatti riscontrate modificazioni di forma della materia sia
nell’ambito della vita vegetale che di quella animale; in quest’ultimo
ambito, in particolare, la modifica epigenetica acquisita, ovvero la
riduzione dimensionale delle uova di gallina associata a un aumento dello
spessore del guscio, è stata ereditata dalle generazioni successive.
Non sono a conoscenza di riscontri di tal genere che siano stati già
pubblicati; anche per questo ho deciso di darne notizia scrivendo Il
principio proporzionalizzante.
Le mie possibilità di indagine, però, si fermano all’utilizzo pratico
dell’acqua di decantazione, laddove ciò è consentito, e alla constatazione
degli effetti che ne derivano; non ho nessuna possibilità di verificarne le
caratteristiche né dal punto di vista microbiologico, né da quello chimico e
fisico.
Questo limite è stato l’ulteriore motivo che mi ha portato a scrivere.
Un motivo che è anche un auspicio: suscitare l’attenzione di coloro
– Microbiologi, Chimici, Biochimici, Biologi, Farmacologi, Fisici –
che di quell’acqua potrebbero svelare composizione, caratteristiche,
proprietà e meccanismi d’azione.
Chi, con le competenze sopra indicate, fosse interessato a questo progetto
di studio, può mettersi in contatto col dottor Vittorio Vittori scrivendo alla
mail: vittoriovittori@yahoo.it . …

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